Per un futuro Ecosostenibile

Una delle prime piante coltivate dall’uomo più di 10.000 anni fa, è la prima fibra ad essere tessuta. Cresce naturalmente, non necessita di pesticidi, diserbanti o concimi, apporta al terreno l’azoto che rende la terra fertile e produttiva.

La canapa è una delle fibre più lunghe e forti in natura (30% più resistente del cotone) ha un alto potere assorbente (dal 20 al 30% del proprio peso) non marcisce, è antistatica, respinge più del 95% dei raggi ultravioletti e delle onde elettromagnetiche, resiste alle muffe e ai microbi quindi è indicata per chi soffre di allergie o intolleranze, ha un ottimo potere isolante.

I tessuti in canapa sono piacevoli da indossare durante tutto l’anno poiché grazie alle loro proprietà termostatiche mantengono il microclima corporeo costante cioè rimangono freschi ed asciutti in estate e caldi e coprenti in inverno. La canapa combatte l’inquinamento e la deforestazione quindi è una potenziale risorsa economica per il nostro paese, utilizzabile in diversi campi: farmaceutico, tessile, combustibile, alimentare, cartiero, energetico, ecc.

Un futuro migliore si può solo immaginare?

 

   

Gli Alpaca appartengono alla famiglia dei camelidi e sono originari degli inospitali altipiani andini del Cile, del Perù e della Bolivia. Sono animali domestici da più di cinquemila anni: l’inizio dell’allevamento risale agli Inca che tenevano in grande considerazione il loro splendido pelo lucido, forte e caldo.

La lana di Alpaca è rinomata per la sua leggerezza, la sua setosità, caldissima e anallergica (tanto da poter essere usata anche nell'abbigliamento intimo dei neonati).
La tosatura viene effettuata una volta all'anno. Nelle sue caratteristiche troviamo una vasta gamma di colori naturali che vanno dal bianco puro al fulvo alla gamma del marrone, al grigio, al nero e agli sfumati, infatti sono 22 i colori finora riconosciuti dalle industrie tessili.

La lana di Alpaca è priva di lanolina, non infeltrisce e non dà allergia.

 

     
 


L’utilizzo del cotone biologico è molto importante sia per il benessere della persona sia per il rispetto dell’ambiente perché anche gli abiti possono sporcare il pianeta.

Non tutti sanno che per la coltivazione del cotone vengono utilizzati circa il 30% dei pesticidi venduti al mondo i cui residui presenti nel fiocco del cotone possono essere dannosi a contatto con la pelle.
L’intera filiera dell’industria tessile ha un pesante impatto ambientale ma se venisse usato Cotone Biologico il pesante contributo inquinante di pesticidi, concimi sintetici e tinture artificiali diminuirebbe del 92%.

Le tinture convenzionali sono un’altra componente dannosa per la pelle in quanto vengono utilizzati metalli pesanti e sostanze cancerogene.
Al contrario il cotone Biologico viene coltivato e lavorato con procedimenti naturali che escludono ogni sostanza chimica o forma aldeide. Rimane quindi un tessuto “Vivo”, morbido a contatto con la pelle che favorisce e stimola la normale traspirazione durante le attività quotidiane.

 

     
 

Il lino è una fibra pregiata che, per la grande conducibilità del calore, dà una sensazione di freschezza ideale in estate. E’ piacevole a contatto con la pelle e non si sfilaccia grazie alla sua resistenza alla tensione e allo strappo. Trattiene fino al 17% del proprio peso in umidità, assorbe ed elimina il sudore mantenendo la pelle asciutta. Più si lava e più diventa morbido e le tinture sul lino sono durevoli poiché si fissano molto bene. E’ una fibra che respinge la polvere senza caricarsi di elettricità. Il lino, come il cotone, è costituito quasi essenzialmente da cellulosa ed è una fibra molto duratura. Il lino Biologico è coltivato in terreni vergini senza l’utilizzo di pesticidi e concimi chimici secondo i procedimenti dell’agricoltura biologica. Anche nella fase di lavorazione non subisce trattamenti con appretti in resina sintetica né è mischiato a fibre sintetiche e tutte le colorazioni vengono effettuate in conformità alle norme vigenti del settore.

     
 

La fibra di bambù deriva dalla pianta sempreverde originaria delle regioni asiatiche centro-orientali. Si ricava dal fusto della pianta che può raggiungere i 20 metri di altezza. Il bambù viene trattato con una lavorazione affine al lino e alla canapa, tramite macerazione dei fusti, estrazione della fibra, pettinatura e cardatura. E’ una coltura con caratteristiche ecologiche ed ecoresponsabili eccezionali ed è fortemente rinnovabile, infatti la pianta di bambù può arrivare a crescere anche di un metro in una sola notte.

Grazie alla sua particolare struttura, la fibra di bambù presenta microcavità che favoriscono la traspirazione e il passaggio ottimale dell’umidità verso la superficie. Ha proprietà antibatteriche, è libera da inquinanti e può biodegradarsi al 100% nel terreno grazie alla semplice azione del sole e di micro-organismi. Contiene inoltre la pectina del miele, una sostanza naturalmente impermeabile ai raggi UV che la rende particolarmente adatta all’abbigliamento sportivo.